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Rifinitura · 7 min di lettura ·

Sito creato con l'AI non indicizzato su Google: cosa controllare

Il tuo sito Lovable o creato con l'AI non compare su Google? Le cause più comuni, come verificarle con Search Console e cosa sistemare per farlo indicizzare.

Se il tuo sito Lovable, o creato con un altro strumento AI, non è indicizzato su Google, le cause di solito sono poche e verificabili: il sito è troppo nuovo, è pubblicato su un indirizzo provvisorio, i contenuti arrivano solo tramite JavaScript, mancano titoli e sitemap, oppure c'è un blocco dimenticato che dice a Google di stare alla larga. Con Google Search Console, uno strumento gratuito, puoi capire in pochi minuti quale di questi è il tuo caso. Qui vediamo come fare e cosa sistemare, senza bisogno di essere esperti.

Indicizzato e posizionato non sono la stessa cosa

Prima di tutto, una distinzione utile. Google lavora in tre fasi:

  1. Scansione: un programma automatico (si chiama Googlebot) visita le pagine seguendo i link.
  2. Indicizzazione: Google legge la pagina, ne capisce il contenuto e la archivia nel suo indice, una specie di enorme catalogo.
  3. Posizionamento: quando qualcuno cerca qualcosa, Google sceglie quali pagine del catalogo mostrare e in che ordine.

Se cercando il nome esatto del tuo sito non lo trovi, il problema è quasi certamente di indicizzazione. Se lo trovi ma solo cercando il nome, sei indicizzato: il lavoro da fare riguarda contenuti e posizionamento, che è un altro discorso.

Perché Google non indicizza un sito Lovable o fatto con l'AI

Il sito è nuovo e nessuno lo collega

Google scopre le pagine soprattutto seguendo i link da altri siti. Un sito appena pubblicato, che nessuno cita, può restare sconosciuto per un po'. Non è un errore: serve dare a Google un modo per trovarlo, per esempio con la sitemap e Search Console.

È pubblicato su un indirizzo provvisorio

Molte piattaforme pubblicano l'app su un sottodominio loro (qualcosa come nome-app.piattaforma.app). Alcuni di questi indirizzi non sono pensati per essere indicizzati: la documentazione di Lovable, per esempio, indica che i progetti privati o non pubblicati e gli indirizzi "brandizzati" del workspace non sono mai indicizzabili. In generale, un dominio tuo è la base giusta per farsi trovare. Se non l'hai ancora fatto, ecco come collegare un dominio a un'app creata con l'AI.

Il contenuto arriva solo con JavaScript

Questo è il punto più tecnico, ma vale la pena capirlo. Molte app create con l'AI sono single page application (SPA): il server manda al browser una pagina quasi vuota, più le istruzioni (il JavaScript) per costruire il contenuto. È come ricevere una scatola di montaggio invece di un mobile già pronto.

Il tuo browser monta la scatola in un attimo e tu vedi la pagina completa. Google sa farlo, ma in un secondo momento: secondo la sua documentazione, le pagine finiscono in una coda di "rendering" (il montaggio) dove possono restare qualche secondo o anche di più. Non tutti i programmi che leggono il web, però, eseguono JavaScript: molti strumenti AI e alcuni motori di ricerca vedono solo la scatola vuota. Per questo Google stesso consiglia il rendering lato server o il pre-rendering, cioè mandare la pagina già montata.

Alcune piattaforme si stanno muovendo in questa direzione. Lovable, per esempio, nella sua documentazione indica che le app create dal 13 maggio 2026 usano il rendering lato server, mentre per quelle più vecchie serve una versione già pronta ai motori di ricerca. Per altri strumenti controlla la loro documentazione: le cose cambiano spesso.

Tutte le pagine hanno lo stesso titolo e la stessa descrizione

Ogni pagina ha un titolo (quello che compare in blu nei risultati di Google) e una meta description (le righe di testo sotto). Nelle app create con l'AI capita spesso che tutte le pagine abbiano lo stesso titolo, magari il nome del progetto generato in automatico. Per Google diventano pagine difficili da distinguere.

Mancano la sitemap e i link veri tra le pagine

La sitemap è un file (di solito /sitemap.xml) che elenca le pagine del sito. Altrettanto importanti sono i collegamenti interni: Google segue i link fatti come veri link (<a href="/servizi">), non i pulsanti che cambiano pagina con uno script. Anche gli indirizzi con il cancelletto, come /#/servizi, sono un problema: Google dichiara di non riuscire a interpretarli in modo affidabile.

Un blocco dimenticato

A volte il sito dice esplicitamente a Google di non indicizzarlo, quasi sempre per errore:

  • un tag noindex rimasto da quando il sito era in prova;
  • un file robots.txt con la riga Disallow: /, che vieta la scansione di tutto il sito;
  • pagine visibili solo dopo il login, che Google non può vedere.

Pagine "fantasma" ed errori

Se una pagina mostra "pagina non trovata" ma il server risponde come se fosse tutto normale, Google la classifica come soft 404 e la scarta. Se invece ricaricando una pagina interna ottieni un errore, il problema è nella configurazione del deploy: lo spieghiamo nella guida sulla pagina bianca dopo il deploy e il 404 al refresh.

Come capire se è il tuo caso

  1. Cerca su Google site:tuodominio.it (con il tuo dominio). Vedi le pagine che Google ha nel suo indice. Nessun risultato significa che il sito non è ancora indicizzato.
  2. Guarda il codice della pagina. Nel browser fai clic con il tasto destro e scegli "Visualizza sorgente pagina". Se vedi quasi solo qualcosa come <div id="root"></div> e nessun testo del sito, il contenuto arriva solo con JavaScript.
  3. Apri /robots.txt e /sitemap.xml aggiungendoli al tuo dominio. Controlla che il primo non blocchi tutto e che il secondo esista ed elenchi le pagine giuste, con il dominio corretto.
  4. Configura Google Search Console. Aggiungi il sito come proprietà e verificalo (Google ti guida, di solito con un record nel DNS, la "rubrica" del dominio). Poi usa lo strumento Controllo URL su una pagina importante, scegli Testa URL pubblicato e apri Visualizza pagina testata: vedrai l'HTML e uno screenshot di come Google vede la pagina.
  5. Leggi il report "Indicizzazione delle pagine" in Search Console. Ti dice quali pagine non sono indicizzate e perché.
Cosa vediCosa significaCosa fare
Lo screenshot del test è vuoto o mezzo vuotoGoogle non riesce a montare la paginaValutare rendering lato server o pre-rendering
«URL contrassegnato con "noindex"»La pagina chiede di non essere indicizzataRimuovere il tag noindex
«URL bloccato da robots.txt»Il file robots.txt vieta la scansioneCorreggere le regole del file
«Rilevata, ma attualmente non indicizzata»Google conosce la pagina ma non l'ha ancora scansionataPazienza, sitemap e link interni
«Pagina scansionata, ma attualmente non indicizzata»Google l'ha vista ma non la ritiene ancora utile da archiviareMigliorare contenuto e titolo
«Soft 404»La pagina sembra un errore o è quasi vuotaAggiungere contenuto o restituire un vero errore 404

Cosa puoi fare tu

  1. Collega un dominio tuo e scegli una versione principale (con o senza www): l'altra deve reindirizzare alla prima.
  2. Crea e invia la sitemap. Chiedi all'AI di generare /sitemap.xml con tutte le pagine pubbliche e il dominio definitivo, poi inviala dalla sezione Sitemap di Search Console.
  3. Dai a ogni pagina titolo e descrizione unici. Per esempio:
Per ogni pagina pubblica imposta un titolo unico (massimo 60 caratteri)
e una meta description unica (massimo 155 caratteri) che descrivano il
contenuto della pagina. Mostrami prima l'elenco proposto, poi applicalo.
  1. Elimina i blocchi: niente noindex sulle pagine che vuoi far trovare e un robots.txt che non vieti tutto.
  2. Usa link veri tra le pagine e indirizzi senza cancelletto.
  3. Scrivi testo utile. Una pagina con solo uno slogan e un pulsante dà a Google poco da capire. Spiega chi sei, cosa offri, a chi e dove.
  4. Richiedi l'indicizzazione delle pagine principali dallo strumento Controllo URL. C'è un limite giornaliero di richieste, quindi usalo per le pagine che contano e affidati alla sitemap per il resto.

Infine, non trascurare velocità e mobile: Google valuta soprattutto la versione da cellulare. Se il sito è lento o scomodo da telefono, leggi come velocizzare un'app fatta con l'AI.

Quando conviene farti aiutare

Sitemap, titoli e Search Console sono alla tua portata. Diventa più complicato quando lo screenshot di Search Console mostra una pagina vuota e serve passare al rendering lato server o al pre-rendering, quando il sito è costruito con indirizzi a cancelletto da cambiare senza perdere le pagine, o quando hai sistemato tutto e dopo settimane non è cambiato nulla.

In questi casi di solito partiamo da Search Console per capire come Google vede davvero il sito, poi sistemiamo la parte tecnica in modo che ogni pagina arrivi a Google completa. Se vuoi un parere sul tuo caso, prenota una call gratuita di 20 minuti e ci guardiamo insieme.

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